Richiedi Supporto

Sei gia un nostro cliente e hai bisogno di aiuto?
Compila il form. Ti risponderemo al più presto.







Richiedi una Visita

Vuoi richiedere una visita?
Compila il form. Ti risponderemo al più presto.





L'esperto
consiglia

L’esperto consiglia, una sezione offerta da Udimed
con i consigli dei professionisti del settore Medico.

L'esperto
consiglia

Audiometrista

COME PREVENIRE IL COSIDDETTO MAL D’ORECCHIO “DEL NUOTATORE”?

Dopo un bagno in mare o in piscina, può succedere che l’acqua ristagnata nell’orecchio e il clima caldo e umido, favoriscano un ambiente responsabile della macerazione della pelle e della proliferazione di microrganismi, a loro volta causa di otite esterna.
La prima cosa da fare è evitare, almeno per qualche giorno, di far entrare acqua nell’orecchio e soprattutto rivolgersi ad uno specialista che provvederà a prescrivervi la giusta terapia.
Cosa fare per prevenire l’otite esterna?
E’ fondamentale seguire poche norme igieniche:
– risciacquare con acqua dolce le orecchie dopo il bagno in mare o in piscina e asciugarle bene;
– si consiglia l’utilizzo dei tappi antiacqua tutte le volte che è richiesta una maggiore protezione del canale auricolare;
– evitare l’utilizzo dei cotton fioc, che alterano la naturale presenza di batteri lungo il condotto uditivo, con funzioni protettive.

Con queste semplici precauzioni, potrete godervi appieno la vostra estate al mare!!!

Dott.ssa Jessica Ramirez Audiometrista presso UDIMED

 

ALLARME BOTTI DI CAPODANNO

Siamo alle porte del Capodanno e i “famosi” botti rappresentano un pericolo concreto per persone, animali e ambiente. Purtroppo ogni anno sono tanti gli eventi traumatici impressionanti che giungono nei vari Pronto Soccorso, dove il personale si prepara ad affrontare e risolvere, ove possibile, gli esiti di queste vere e proprie bombe di carta. L’esplosione di un petardo può portare a traumi facciali, arti ridotti a brandelli e a una serie di danni permanenti.
Oltre a questo tipo di traumatologia, vi è anche quella relativa all’udito, in quanto l’esplosione di un petardo causa uno spostamento d’aria che genera una pressione molto forte e un rumore intenso che possono portare alla perforazione della membrana timpanica e a un trauma acustico neurosensoriale, causa di un danno permanente. A tutto ciò, si può aggiungere l’acufene: un fastidioso fischio o ronzio che è stato definito il più diffuso trauma da petardo.
Il nostro consiglio, pertanto, è di stare il più possibile alla larga da botti e petardi, mantenendo una certa distanza di sicurezza, e prevenire i danni all’udito tappandosi le orecchie con le dita o munendosi di appositi tappi antirumore.

In virtù di tutto ciò, ci si appella al senso civico di ognuno di noi per prevenire tali conseguenze e festeggiare nel vero senso della parola l’arrivo del nuovo anno.

Dott.ssa Jessica Ramirez Audiometrista presso UDIMED

 

RELAZIONE TRA IPOACUSIA E DEMENZA

Le difficoltà uditive possono manifestarsi in qualsiasi momento della vita, ma la loro prevalenza aumenta considerevolmente con l’età. Più del 40% delle persone tra 60-69 anni di età presenta infatti una forma significativa di ipoacusia e l’incidenza di questo disturbo aumenta fino al 90% nelle persone con più di ottant’anni. Con una popolazione mondiale in continua crescita, anche grazie a migliori cure sanitarie, nel prossimo futuro è previsto un incremento di persone over 60; secondo le Nazioni Unite entro il 2050 ci saranno nel mondo 1,95 miliardi di ultrasessantenni. L’invecchiamento della popolazione sta alimentando il numero di persone affette da forme di demenza e decadimento cognitivo.
La relazione fra ipoacusia e demenza in persone anziane è stata oggetto di varie ricerche cliniche. Questi studi hanno dimostrato che i soggetti affetti da ipoacusia, confrontati con i coetanei che non ne soffrono, sono significativamente più predisposti a sviluppare la demenza. Si è pertanto giunti alla conclusione che l’ipoacusia, negli anziani, rappresenta un fattore in grado di contribuire alla compromissione delle facoltà cognitive, secondo una relazione di proporzionalità diretta: maggiore è il livello di ipoacusia, maggiori sono le possibilità di sviluppare la demenza. La ricerca ha inoltre evidenziato che l’ipoacusia si associa a ridotta funzione cognitiva, anche in pazienti non colpiti da demenza. Secondo quanto emerso, l’ipoacusia comporta negli anni un grande “sforzo del cervello” per decodificare i suoni in informazioni utili, per cui chi ne è affetto diventa sempre più vulnerabile alla demenza. Inoltre, con lo sviluppo della perdita uditiva, si rischia di diventare socialmente più isolati e quindi meno invogliati a uscire e meno disposti a farsi coinvolgere in conversazioni. Uno dei maggiori fattori di rischio per l’insorgere della demenza è l’isolamento sociale.
Questi risultati, dunque, suggeriscono che è possibile ritardare l’invecchiamento cognitivo tramite l’adozione di semplici rimedi, come l’uso di apparecchi acustici e/o terapie adeguate e una maggiore attenzione verso la prevenzione e l’identificazione precoce dell’ipoacusia.
Ti aspettiamo presso uno dei nostri centri per un controllo dell’udito completamente GRATUITO!

Dott.ssa Jessica Ramirez Audiometrista presso UDIMED

 

 

Audioprotesista

PRATICHI ASSIDUAMENTE SPORT ACQUATICI O FREQUENTI IL MARE O LA PISCINA E VUOI PROTEGGERE LE TUE ORECCHIE?

Allora un tappo antiacqua può esserti utile. Sono pensati per coloro che in acqua vogliono evitare problemi di otiti e infezioni sia per adulti che in bambini. Utili soprattutto in presenza di perforazioni timpaniche, dove è sconsigliato il contatto con l’acqua, o semplicemente per proteggere l’orecchio durante la doccia e dalla permanenza eccessiva in acqua. Se invece durante il windsurf o il kite-surf è necessario proteggere l’orecchio da brusche cadute, allora i tappi antiacqua fanno al caso vostro. I nostri acquastop sono realizzati in morbido silicone anallergico galleggiante realizzati su misura rilevando l’impronta dell’orecchio ed in vari colori. Vengono forniti con un cordino che li unisce per evitare di perderli ed una pratica custodia.
Per ulteriori informazioni contatta i nostri uffici o il numero verde 800 771680.

Dott. Gaetano Leone Audioprotesista presso UDIMED

 

BACK TO SCHOOL!

Si ritorna a scuola… gioia e dolori per tutti gli alunni dopo la pausa estiva. Andare a mare di solito porta giovamento a tutti i piccoli che hanno frequenti otiti nel periodo invernale, perciò è bene fare un controllo audiometrico per quanti sono in età scolare al fine di valutarne gli effetti. Mentre per tutti i giovani utenti di apparecchi acustici ora è il periodo ideale per fare un controllo funzionale ed essere sicuri di affrontare la scuola in piena efficienza. Per i nostri piccoli pazienti che accedono alla scuola primaria è opportuno prendere in considerazione col proprio medico otorino, logopedista o insegnante se esiste l’indicazione a dotare il piccolo dell’ausilio di un sistema FM. Esso è un dispositivo formato da un microfono indossato dall’insegnante o dal terapista del linguaggio che trasmette la voce direttamente agli apparecchi acustici dotati di uno specifico ricevitore. Riduce l’effetto avverso di riverbero, rumore, lontananza e feedback e consente di ricevere una voce più chiara accelerando l’apprendimento del linguaggio. Recenti studi hanno dimostrato l’efficacia anche nei disturbi specifici di apprendimento, deficit dell’attenzione e iperattività. Per l’acquisto è previsto un contributo asl. Potete chiedere ogni utile informazione presso i nostri centri oppure fare un controllo elettroacustico per accertarsi della piena funzionalità del dispositivo, valutare l’eventuale sostituzione del tubicino, e se è il caso rinnovare gli auricolari o procedere con un consulto medico.

Dott. Gaetano Leone Audioprotesista presso UDIMED

 

PAROLA D’ORDINE: PREVENZIONE

Recita un noto detto della medicina che prevenire è meglio che curare, ed è vero anche per l’organo dell’udito. La vita odierna ci espone al rumore molto più che nel passato e questo può nuocere. Il problema è stato preso in carico anche dall’OMS che ha deciso di istituire una giornata mondiale per l’udito. La diffusione soprattutto tra i giovani dell’uso di cuffie e auricolari insieme alla frequentazione talvolta anche quotidiana di locali notturni e discoteche aumenta considerevolmente la “dose” di rumore assorbita. Chi infatti dopo una serata in discoteca o un concerto è tornato a casa in compagnia di un fischio nelle orecchie sa bene che questo è un sintomo che ci avvisa che abbiamo “stancato” il nostro udito. L’acufene è infatti il primo segno di sofferenza dell’udito e di solito dopo una notte di riposo scompare; ma se l’esposizione al rumore forte continua per più ore al giorno, può portare anche ad ipoacusie irreversibili. Perciò, nel dubbio, un esame audiometrico è un test utile per sapere se il nostro udito è integro. Ma l’inquinamento acustico non è l’unica fonte di ipoacusia, vi sono infatti malattie come morbillo, parotite, meningite, rosolia o le complicazioni da parto che in età infantile possono condurre a vari gradi di sordità soprattutto nei paesi del terzo mondo, oppure, le sordità genetiche, l‘uso di farmaci ototossici, o semplicemente una senescenza fisiologica dell’udito chiamata presbiacusia. Perciò Udimed in tutto il Salento da oltre vent’anni è al fianco dei propri assistiti nel promuovere l’uso di protettori auricolari per ambienti rumorosi personalizzati e costruiti su misura per prevenire l’ipoacusia. Se invece vi è stata diagnosticata una ipoacusia che non è trattabile con farmaci o chirurgicamente e l’unica terapia è un apparecchio acustico, rivolgetevi con fiducia ad uno dei nostri centri impegnati quotidianamente ad alleviare le conseguenze che la sordità produce se non trattata. E anche questo è prevenzione.

Dott. Gaetano Leone Audioprotesista presso UDIMED

 

TEMPO DI NATALE: perchè non regalare un apparecchio acustico?

Tra i tanti regali che si prendono in considerazione per sè o per gli altri perchè non valutarne uno utile alla nostra vita sociale?

Abbiamo fatto un esame audiometrico ed il responso medico ci dice che abbiamo bisogno di un apparecchio acustico? Dopo questo primo passo visita un nostro centro acustico, sarai informato sulle molteplici possibilità che la moderna tecnica audioprotesica mette a disposizione. Ci sono, ormai, numerosi studi scientifici che mettono in relazione la perdità uditiva non trattata col declino cognitivo e di come, invece, alcune aree cerebrali ritornino ad essere vascolarizzate a seguito dell’uso di un apparecchio acustico. Tutto quello che abbiamo appreso durante la vita costituisce un patrimonio cerebrale che la scienza chiama “riserva cognitiva”. Maggiori sono gli stimoli sensoriali con cui la teniamo in efficienza e tanto più rallentiamo il decadimento cognitivo. Ma attenzione alla differenza tra apparecchio acustico e amplificatore acustico… Oggi l’apparecchio acustico è un dispositivo medico con marchio CE che viene adattato in maniera personalizzata dal punto di vista acustico e, talvolta, anche anatomico con rilievo dell’impronta del condotto. E’ un dispositivo che può essere collegato in wireless con la televisione o il telefono per un ascolto ottimale.
Nelle versioni di alta gamma dispone anche di un software basato sull’intelligenza artificiale che lo rende un computer acustico che esegue migliaia di calcoli al secondo per adattarsi all’ambiente in maniera proattiva.

Il Natale è un tempo propizio per prendersi cura di sè o manifestare affetto per i nostri cari. Buone Feste.

Dott. Gaetano Leone Audioprotesista presso UDIMED

 

APPARECCHI ACUSTICI…. ANCHE SMART

La tecnologia dei circuiti integrati corre veloce incrementando la potenza di calcolo ad ogni generazione, ciò rende gli apparecchi acustici sempre più intelligenti anzi, un pregevole dispositivo medico miniaturizzato che racchiude una grande potenza di elaborazione.
Pensate che gli attuali processori nella telefonia sono octacore e nei moderni apparecchi acustici sono endecacore, cioè undici processori assemblati insieme.
Ma perché è richiesta tanta potenza ai processori?
Perché gli apparecchi acustici oltre a potersi collegare in streaming a varie fonti sonore e ricevere una telefonata direttamente trasmessa in bluetooth, possono ricevere anche l’audio della televisione o di un file mp3 dal proprio cellulare.
Ma la nuova frontiera è l’ implementazione di algoritmi basati sull’intelligenza artificiale , che permettono all’apparecchio di valutare l’ambiente di ascolto centinaia di volte al secondo selezionando la voce dal rumore. A questo si aggiunge la possibilità di gestire le funzioni del proprio apparecchio, oggi anche ricaricabile, tramite app del cellulare e monitorare la attività fisica e mentale del portatore dando un punteggio a fine giornata. E per quanti hanno un acufene, cioè un fastidioso fischio nell’orecchio, l’apparecchio può generare un rumore rilassante opportunamente tarato che ne allevia la percezione.
Quindi piccoli, intelligenti, ricaricabili e con tinnitus therapy non avete più scuse per non utilizzarli.
Hai delle domande? Inviaci una e-mail a info@udimed.it oppure vieni a provare i nostri protocolli di adattamento personalizzati a Te riservati presso uno dei nostri centri.
UDIMED ti aspetta!

Dott. Gaetano Leone Audioprotesista presso UDIMED